Anche durante il gelo eccezionale del febbraio 2012, quando la laguna e i grandi bacini si trasformarono in una distesa solida, il cuore più nascosto di Venezia ha continuato a battere. Questa fotografia cattura il dettaglio di un canale interno dove i palazzi storici, facendo da scudo contro il vento polare, hanno creato un microcosmo unico: la superficie dell'acqua, pur frammentata e stretta dalla morsa del ghiaccio, rimane ancora navigabile, offrendo una via di passaggio liquida nel mezzo della città pietrificata.

Trovare e fotografare questo scorcio ha richiesto di inoltrarsi nelle calli più d'ombra, dove il freddo era ancora più acuto e penetrante. Ricordo la fatica di camminare a lungo tra le pietre scivolose con le mani intorpidite, inseguendo la luce fioca che filtrava tra gli alti edifici e attendendo il momento in cui i riflessi dell'acqua in movimento creassero il contrasto perfetto con le placche di ghiaccio ai lati del canale.

Un’immagine di grande atmosfera e intimità, che racconta la forza silenziosa di Venezia e la sua capacità di resistere. Perfetta per chi ama scoprire i dettagli meno scontati e le prospettive nascoste di una città eterna alle prese con un evento storico.

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